Alessandro Manzoni
Anno VII – n. 29 – 30 ottobre 1899
a cura di Gaetano Fontana
Alessandro Manzoni
Anno VII – n. 29 – 30 ottobre 1899
a cura di Gaetano Fontana
Stabia-Eventi
a cura di Maurizio Cuomo
Questa rubrica è pensata per tenerti sempre aggiornato sugli eventi che si tengono a Castellammare di Stabia e nel suo circondario.
Lo svuotatasche in bronzo della storica Gioielleria De Meo
rubrica Tiempe belle ‘e ‘na vota – a cura di Maurizio Cuomo
Tra le testimonianze materiali che raccontano il passato e l’orgoglio cittadino di Castellammare di Stabia spicca un raffinato manufatto d’epoca in bronzo/ottone (di forma ovale, circa 10×15 cm), concepito tra gli anni ’70 e ’80 come elegante oggetto da scrivania e souvenir istituzionale.
L’oggetto — facilmente scambiato per un posacenere — è con ogni probabilità uno svuotatasche di rappresentanza: la struttura non presenta infatti i classici incavi semicircolari per poggiare la sigaretta. Il disegno nacque da un’idea di Ciccio De Meo, titolare della storica gioielleria stabiese, che ne affidò la fusione al noto artigiano napoletano De Luca.
L’opera reca in un dettagliato bassorilievo i simboli iconici della nostra terra: le fonti delle antiche Terme di Stabia, il Castello a guardia della costa, il Vesuvio e l’incisione del nome della città.
Realizzato anche in tirature pregiate in argento, il manufatto venne fornito a enti locali e istituzioni cittadine — tra cui il Comune e le Terme di Stabia — a testimonianza di una stagione in cui si curava con orgoglio la promozione dell’immagine cittadina.
Ulteriori dettagli e scheda di recupero:
Per visualizzare un’altra immagine dettagliata del manufatto, le note sul suo ritrovamento e la scheda dedicata al recupero dell’oggetto, è possibile consultare l’articolo di approfondimento allo Svuotatasche di Castellammare di Stabia pubblicato dallo stesso autore nella sezione “Riciclo & Riuso” di Nonsolorisparmio.it.

‘O MUNACIELLO
di Giuseppe Zingone
Quando si parla del Monaciello, bisogna per forza allargare i confini urbani di Castellammare, poiché questo spiritello è fatto del sangue e del respiro di un intero popolo, una umanità che non può essere circoscritta nei confini della piccola città, ma ricordiamo che a Castellammare una piccola arteria di Scanzano è a lui dedicata.
Leggende napoletane, di Matilde Serao, è un libro da leggere nelle sere d’inverno, alla fievole luce di una lampada, tenendo tra le mani un bel tè fumante. Questa figura non si rivela come una semplice superstizione locale, si tratta di una devozione laica e viscerale, un archetipo dell’inconscio collettivo napoletano, ma che secondo me affonda le sue radici nella cultura cristiana.
Accadde Oggi a Castellammare di Stabia
a cura di Maurizio Cuomo