Archivi autore: Ferdinando Fontanella

Informazioni su Ferdinando Fontanella

Collaboratore di Redazione Naturalista e giornalista pubblicista, è laureato in Scienze della Natura, con specializzazione in Divulgazione naturalistica e Museologia scientifica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E' responsabile della pagina Twitter di LR.

Le vostre fotografie

Remigio Russo

Le fonti di Stabiae (foto Remigio Russo)

Ispirata da “Le fonti di Stabiae”, prima foto giunta in redazione, gentilmente inviataci dal carissimo Remigio Russo, la rubrica propone una Castellammare ritratta dai nostri visitatori (esponiamo esclusivamente le fotografie che ritraggono: scorci, panorami e particolarità della città di Castellammare di Stabia). La raccolta è doverosamente dedicata a Mimì Paolercio, compianto amico d’animo cordiale, la cui brillante e luminosissima carriera di fotografo ha reso onore alla nostra Castellammare di Stabia, sua città di adozione. La galleria verrà ampliata in corso d’opera, eventuali collaborazioni sono estremamente gradite.

Chiunque volesse esporre sarà il benvenuto ed è pregato di contattarci alla seguente email: ricercatoredistabia@libero.it

Ultima fotografia inserita:

La Cassarmonica (foto Mariarita De Simone)

La Cassarmonica (foto Mariarita De Simone)


Galleria Immagini:

N.B.: tutte le immagini fotografiche (gentilmente concesse dai rispettivi autori indicati in calce) sono tutelate dal ns. Copyright e non possono essere utilizzate per scopi commerciali ( leggi disclaimer )

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Mastro Antonio, ritratto da U. Cesino

La pizza, le palme e le scope

articolo di Ferdinando Fontanella

Mastro Antonio, ritratto da U. Cesino

Mastro Antonio (ritratto dal M° Umberto Cesino)

Pizza, palme e scope. Questi tre termini, che indicano rispettivamente la pietanza più celebre della cucina italiana, un gruppo di piante e un manufatto che serve per spazzare, all’apparenza non hanno nulla in comune. Eppure, vi assicuro, esiste un nesso che li unisce indissolubilmente. Un legame forte fatto di rispetto per le tradizioni, amore per la natura e onesto e duro lavoro.

Per capire di cosa sto parlando è bene iniziare questo discorso partendo da un posto a noi tutti famigliare, la pizzeria. Un luogo stupendo, puoi entrarci nel pieno della calura estiva o in una gelida sera invernale e la pizzeria ti accoglie sempre con una piacevole sensazione di caldo che sa di buono, quello che solo la legna che brucia può regalare. I nostri sensi sono poi inebriati dai sapori e dagli odori, in bocca l’acquolina perché nella mente già pregustiamo la specialità che il pizzaiolo,  vestito di candido bianco, di lì a poco ci preparerà. Continua a leggere

Maruzzone

Maruzze e maruzzare…

articolo di Ferdinando Fontanella

Maruzzone

Maruzzone

“So’ doje maruzze: una fete, e ‘n’ata puzza…”.

Erano i primi anni Ottanta e, se la memoria non m’inganna, questo curioso modo di dire, usato dal nonno per evidenziare la monellaggine dei nipoti, è stato il mio primo incontro con le maruzze.

Solo dopo qualche tempo ho effettivamente capito cosa fossero e ho un preciso ricordo di questo evento. Un ricordo concreto di caldo e pioggia.

I temporali di fine estate inducono sensazioni contrastanti, per certi versi sgradevoli … per altri piacevoli, un po’ come gli abiti indossati in queste bizzarre giornate: pantaloncini corti e zoccoli ai piedi, memori del caldo appena svanito, maglione pesante e berretto di lana, infilati in fretta e furia, per il freddo improvviso.

Era settembre e principiava il tramonto, quando l’acquazzone esaurì il suo vigore. Mentre la pioggerellina andava ancora scemando, qualcuno pronunciò una domanda dal sapore retorico: «Andiamo a cercare le maruzze?».

Infervorati dall’allettante proposta noi bambini, abbigliati alla meno peggio, iniziammo furiosamente ad equipaggiarci. Facemmo razzia di barattolini e lattine, bottiglie dal muso largo e panierini, insomma prendemmo tutto ciò che poteva contenere le ambìte prede, che andavamo a scovare tra i fili d’erba e gli anfratti dei muri a secco.

Partimmo dal basso, dalla via Vecchia Pozzano, e procedendo a zig-zag lungo gli immensi scaloni dei terrazzamenti agricoli, arrivammo al culmine dell’immenso “Chiazzone delle Camarelle”. Lungo questo faticoso tragitto tra orti arborati, vigne e uliveti profumati di erba e terra bagnata, praticammo la nostra fruttuosa raccolta.

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Scatti d’Autore: Ferdinando Fontanella

Stabiae: visione naturalistica

Ippocastano in fiore… in primavera, vi aspetta al viale d’ingresso alla Reggia di Quisisana.


 

Galleria fotografica del naturalista stabiese Ferdinando Fontanella Continua a leggere

Purchiacchielli a fungetiello ( Portulaca a funghetto )

Su gentile concessione del naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella.

purchiacchielli

purchiacchielli

La pianta che nel dialetto stabiese è conosciuta come “Purchiacchiello” è per la nomenclatura scientifica Portulaca oleracea L. In Campania è nota anche come: Perchiacchiella, Porchiacca, Porcellana, Chiaccunella. Si tratta di una pianta erbacea annuale, dal portamento prostrato con fusto e foglie succulenti di colore verdastro con riflessi rosso-bruno. I rami primari e secondari spessi come il fusto principale determinano un accrescimento radiale della pianta che arriva ad occupare aree con diametro superiore anche a 60 cm . per tale motivo gli Arabi l’hanno denominata baqla hamqa, che significa ‘pianta pazza’ o ‘pazzesca’ a causa del modo in cui i rami si estendono per terra senza alcun controllo. Si tratta di una pianta infestante delle colture orticole, originaria dell’Asia, oggi diffusa in tutto il mondo. La Portulaca è interamente commestibile ed è conosciuta fin dall’antichità come importante pianta alimentare e medicinale. La tradizione contadina stabiese annovera due metodi per cucinare i purchiacchielli. Continua a leggere