Sono certo che vi state chiedendo che cos’è il piscialetto? Potrei rispondere che si tratta di una pianta, ed è vero. Ma non è soltanto questo, è anche una storiella che da bambino avrò ascoltato un milione di volte. Non so chi l’abbia ideata, ma sono sicuro che chi l’ha fatto, conosceva bene la natura e amava i bambini. Ed è proprio ai bambini che la storiella del “piscialetto” è dedicata. Grazie alla domanda di un bimbo il suo ricordo è riaffiorato nella mia memoria. Continua a leggere
Archivi autore: Ferdinando Fontanella
E si ve mangiasseve ‘o limone?
E si ve mangiasseve ‘o limone?
a cura di Nando Fontanella e Corrado Di Martino
Il limone, il limone non è un agrume, il limone è una gemma preziosa. Quale altro frutto può guarire malattie come lo scorbuto, quale può decolorare i capelli, quale divenire liquore, chi può dare effervescente vigore alle vivande, cosa può lenire il mal di gola, gli spasmi addominali o purificare le ferite, se non il limone? Il limone, il succo di limone cuoce alimenti e verdure lasciando invariata la loro temperatura, insaporisce sorbetti, dolci, confetture.
- Fiore di limone
- Albero di limone con chioma
- Limone fresco
Della famiglia delle Rutacee, il Citrus Limon, è un piccolo albero sempreverde alto 2-7 m. Chioma rotonda, fittamente ramosa, con ramuli spinosi. Tronco eretto, breve, con corteccia grigio-scura, liscia negli esemplari giovani diventa squamosa con l’andare del tempo. Cresce nell’arco altimetrico tra 0 e 800 metri s.l.m., il suo periodo di fioritura è: Gennaio-Dicembre; comunemente coltivato sui Monti Lattari, nella penisola sorrentina e a Capri. La limonicoltura in penisola sorrentina, è da lungo tempo, tra le principali attività agricole del territorio, ed è base di un’intera economia, ad esempio è molto redditizia la produzione del liquore Limoncello, gustosissimo infuso alcoolico di bucce ricche di olii essenziali;
- Delizia al limone
- Limoncello
- Sorbetto al limone
abilmente manipolato il limone diviene gustosi piatti, dolci e salati, della cucina locale, prodotto artigianale e industriale. Prima della larga diffusione dei detersivi chimici, i frutti non buoni per la vendita erano adoperati per lavare, bicchieri e posate, pratica che fino a qualche tempo fa era comune agli acquafrescai prima di preparare lo “sciacquapanza”, acqua, limone e bicarbonato. In cucina, ‘a pasta cunciata, è un piatto prelibato, veloce da prepararsi e di poca spesa. Pensate che questo piatto tipico della cucina povera. Fu una efficace panacea durante un’epidemia di influenza. La pasta cunciata (condita) è nota in due versioni, quella estiva, quindi fredda, e quella invernale, calda, e siccome di questi tempi viviamo una confusione atmosferica, vi riportiamo di seguito entrambi le ricette, raccomandando: magnàteve ‘o limone
Paleolitico a Castellammare
Un raschiatoio in selce, risalente al paleolitico, ritrovato nel 2004 al Vallone Scurorillo di Castellammare aiuta a riscoprire il passato antico della città
Lo studio dell’occupazione di un territorio da parte dell’uomo può essere affrontato da diverse prospettive spazio-temporali. È noto che la storia inizia quando l’uomo lascia testimonianze scritte della sua cultura. Il lavoro dello storico consiste nel rintracciare questi documenti ed utilizzare le informazioni contenute in essi per ricostruire una probabile successione di avvenimenti. Il lasso di tempo durante il quale l’uomo non ha lasciato testimonianze scritte viene indicato come preistoria.
L’indagine preistorica è competenza dell’antropologo che alla stregua dello storico si prefigge l’obiettivo di ricostruire una probabile successione di avvenimenti, ma deve fare affidamento su un diverso tipo di fonti, testimonianze dirette, non scritte, dell’attività culturale. Una delle poche testimonianze della presenza dell’uomo sulla terra, per un lungo periodo di tempo, è il ritrovamento di una moltitudine di manufatti litici, ossia, utensili in pietra fabbricati intenzionalmente da uomini figli di una cultura paleolitica. È storicamente accertato che fin dall’antichità (epoca romana e preromana) l’uomo occupa il territorio dove oggi sorge la città di Castellammare di Stabia. Poco o nulla si sa della presenza di eventuali popolazioni umane paleolitiche. L’unico reperto che le testimonia è un manufatto litico da me ritrovato al Vallone Scurorillo. Nel maggio 2004, durante un’escursione naturalistica al Vallone, rinvenivo ai piedi di un dirupo in un cumulo di ghiaia calcarea una selce, roccia silicea insolita in penisola sorrentina, che per la particolare forma mi ha subito fatto pensare che potesse essere un manufatto litico.
Magnate ‘o limone
articolo di Ferdinando Fontanella
Magnate ‘o limone è una comune locuzione dialettale partenopea che, tradotta letterale, significa “Mangia il limone”. Il significato testuale, tuttavia, non sempre corrisponde con quello figurato.
Chi ascolta questo modo di dire deve attentamente valutare il contesto. Magnete ‘o limone può assumere, ad esempio, significato di sfottò dopo una sconfitta. Hai perso, pensi di aver subìto un torto, non ti sta bene e non puoi farci niente? Magnate ‘o limone!!! Continua a leggere
‘O buccaccio ‘e tunno
(ricetta di Rosato Raffaela)
Vi sentite figli del mare o della pubblicità? Questa domanda che all’apparenza può sembrare assai bizzarra è fondamentale per introdurvi a questo scritto.
Se vi sentite figli del mare andate avanti nella lettura; altrimenti lasciate perdere perché la vostra meta non è questa. Siete destinati ai supermercati, ai luoghi in cui fa bella mostra sugli scaffali il tonno “pescato a canna”, che si “taglia con un grissino”, che se non ha la “pinna gialla” non è buono, che è pescato in “mare aperto” e ha solo “olio d’oliva”. Luoghi in cui il consumismo sfrenato e il disprezzo delle risorse naturali hanno portato quasi all’estinzione le principali specie di tonno dei nostri mari: quello rosso (Thunnus thynnus) e il pinna gialla (Thunnus albacares).
I figli del mare conoscono benissimo questa realtà e sanno, altrettanto bene, che una buona conserva di tonno può essere fatta sfruttando altre specie affini al genere Thunnus. Pesci saporitissimi che spesso restano tristemente invenduti nelle pescherie perché noi tutti, malamente indottrinati dal mezzo mediatico, abbiamo perduto la memoria di come bisogna cucinarli o conservarli.
Qui di seguito recuperiamo una parte di questo antico sapere, con la speranza che ogni stabiese voglia rimetterlo nel proprio bagaglio culturale. Vi mostreremo, passo passo, come preparare i barattoli di tonno sottolio (‘o buccaccio ‘e tunno). Continua a leggere