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Stabia e ‘o cocco ammunnato e buono…

l’editoriale di Maurizio Cuomo

Non mi era mai capitato di scrivere nel giro di 24 ore due editoriali, in genere, nei limiti del possibile, per non annoiare, noi di liberoricercatore.it cerchiamo di variegare le argomentazioni proposte giornalmente nel nostro portale, e mi scuso con i lettori se per una volta monopolizzo le argomentazioni trattate con altri pensieri estemporanei, ma ciò è reso necessario per esortare ancora una volta, i colleghi giornalisti locali, a riflettere e soprattutto a rendersi asettici, unici e originali nei loro articoli, e di abbandonare l’andazzo giornalistico del momento (percorso a mo’ di gregge al pascolo).

Fonti alle Terme di Stabia (foto Enzo Cesarano)

Le fonti alle Antiche Terme di Stabia (foto Enzo Cesarano)

Sarà stata l’acqua fresca che finalmente ho potuto bere con emozione nuovamente dalle cannule delle Antiche Terme (che ripeto meritano tutto il nostro rispetto), o forse perché nel tempo, maturando esperienza, sto diventando più critico e lungimirante, non so… ma in questi giorni si è fortificata in me un’ulteriore certezza: per rivalorizzare e riqualificare Castellammare, la nostra terra, serve innanzitutto amore e rispetto!!! Continua a leggere

Cordoglio alla nostra Castellammare

editoriale di Maurizio Cuomo

“Qualsiasi forma di violenza, fisica o di natura intellettuale, va sempre e comunque condannata”. Con questo sano principio, che dovrebbe essere metabolizzato fino a divenire salda convinzione di tutti, apro questo brevissimo messaggio di cordoglio alla nostra Castellammare, città martoriata, vittima di continue, subdole violenze: un fiume di sangue e di dolore, che costantemente la danneggiano nell’immagine e nel concreto.

Castellammare: fiume di "sangue" e di dolore

Castellammare: fiume di “sangue” e di dolore

All’indomani degli incresciosi fatti che hanno visto protagonista il Sindaco Nicola Cuomo, vittima di aggressione, mentre operava un controllo, nell’assoluto disappunto, apro l’ennesimo amaro editoriale, frutto di considerazioni e personali riflessioni.

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Nè, ma che sta’ succedenne?!

editoriale di Maurizio Cuomo

Castellammare in cartolina

Quando Castellammare era una “Cartolina”!!!

Che un giorno o l’altro arriverà la biblica apocalisse è cosa saputa, ciò che non sapevo è che la fine del mondo dovesse iniziare proprio qui dalla nostra Castellammare.

Cito alcuni fatti occorsi negli ultimi giorni per un brevissimo quadro della situazione: incendio a via Gesù, smottamento a via Tuoro, ennesima esondazione del Sarno con allagamento degli adiacenti abitati, ed esplosione di un ordigno nella centralissima via Carrese. Oltre agli eventi accidentali e o naturali che colgono Castellammare sempre e comunque impreparata, per chi non se ne fosse accorto, qui da noi, con la frase/giustifica: “Non è a norma…” è anche tutto in via di chiusura: attività commerciali, servizi pubblici, posti di lavoro, speranze per il futuro e tutti gli annessi del caso.

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Mentre ‘o miedeco sturéa ‘o malato se ne more!!!

editoriale di Maurizio Cuomo

Estremamente emblematico, questo vecchio adagio dialettale la dice lunga sulla saggezza popolare tramandataci dai nostri padri; ebbene, titolo migliore, a mio personale avviso, non potevamo dare alla delicata questione dell’archivio storico comunale “sfrattato” che per sua/nostra sfortuna, non trova la dignità di una fissa dimora.

Ma veniamo brevemente ai fatti: per chi non lo avesse ancora inteso, l’archivio storico in questione è quello della città di Castellammare di Stabia, da diversi mesi traslocato nei locali di una scuola di periferia, in attesa che gli venga assegnata una più dignitosa residenza. A sollevare l’importantissima questione è il prof. Giuseppe D’Angelo, Soprintendente Onorario all’Archivio Storico Comunale “Catello Salvati” di Castellammare di Stabia, che in un’intervista/denuncia su di un quotidiano, notifica a chiari parole quanto sia inappropriata l’attuale sede che attualmente ospita la preziosa documentazione.

Articolo del prof. D'Angelo

Articolo del prof. D’Angelo

Preso coscienza dell’importante problematica liberoricercatore non poteva esimersi dal manifestare, seppur sotto forma di modestissimo editoriale, il suo personale pensiero: la posta in palio è troppo alta e non abbiamo tempo da investire in inutili chiacchiere (qui rischiamo di perdere un inestimabile patrimonio di cultura stabiese).

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SLA: “Servono donazioni… non docce!”

editoriale di Maurizio Cuomo

La doccia fredda in faccia alla SLA dei vip

La doccia fredda in faccia alla SLA dei vip

Doccia ghiacciata e donazione? Ebbene già da qualche settimana (il fenomeno si sta intensificando, man mano che i giorni passano) i social network sono stati presi d’assalto da brevi filmati che riprendono personaggi noti: cantanti, calciatori, attori, ecc., alle prese con un secchio pieno d’acqua e ghiaccio, che volendo sensibilizzare alla donazione in favore della ricerca sulla SLA, versano il contenuto a mo’ di doccia su se stessi, per poi procedere alla nomination di altri tre divi, che non volendo essere da meno sono tenuti a fare la stessa cosa (ricordate la vecchia catena di Sant’Antonio?). Il fenomeno si è talmente radicato che sempre più spesso  trovo in bacheca anche il filmato di qualche amico (anche non noto al pubblico), che emulando i divi ha fatto altrettanto (secchio, ghiaccio e doccia fredda).

Pensando a quanti, oggigiorno, muoiono nel mondo per la mancanza d’acqua, e ritenendo questa campagna antiecologica, elevo il mio personale monito agli iniziatori che hanno ideato “Una doccia fredda in faccia alla SLA” (sarà per un’ottima causa, questo non si discute, ma esistono diverse migliaia di modi per ottenere spot d’impatto e del tutto ecologici). Continua a leggere