Archivi tag: Stabia Quiz

Stabia Quiz: i cannoni borbonici

La Redazione propone questa rubrica, per mettere alla prova le conoscenze del cittadino e per risvegliare la sua curiosità, affinché, riscopra elementi dimenticati o mai notati sul territorio stabiese.


Le “bitte” sul porto, un tempo a cosa servivano?

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Soluzione:

Le bitte da ormeggio, situate sulla banchina del porto di Castellammare di Stabia, in realtà sono cannoni di epoca borbonica, che a quei tempi, probabilmente, erano posti a difesa della costa stabiese. Poco più di tre metri di lunghezza, sono interrati per circa due terzi. Ancora ben visibile, però, è la parte posteriore posta in alto, sulla quale vi è impresso ben marcato il numero di matricola.
Attualmente si contano sulla banchina 24 cannoni, la quale tipologia di costruzione, lascia supporre siano stati fabbricati tra il XVIII e il XIX secolo, di essi, quindici alloggiavano nel Forte del porto e due nella Fortezza di Portocarello, dei rimanenti sette cannoni non si ha certezza in merito alla provenienza.


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Stabia Quiz: l’antica meridiana

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A cosa serve l’oggetto in fotografia?

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Soluzione:

La meridiana in tufo, attualmente in bella mostra nel sito archeologico di “Villa S. Marco” (scavi di Stabia), è il classico orologio solare. Già nota ai Babilonesi, misura il tempo sfruttando il moto apparente diurno del Sole intorno alla Terra. La meridiana è costituita da uno stilo perpendicolare detto gnomone, situato al centro delle rette orarie (la retta centrale di colore arancio è la linea di mezzogiorno). La direzione dell’ombra proiettata dallo gnomone sulla superficie in tufo, indica l’ora. La meridiana della precedente pagina, indica le ore 11:40; questa invece priva di ombra, evidenzia l’impossibilità nel visualizzare l’ora nel caso di cielo nuvoloso.


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Stabia Quiz: l’anello di ormeggio

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A cosa serviva l’oggetto in fotografia?

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Soluzione:

L’anello di ormeggio, fissato sulla vecchia banchina in prossimità del Nautilus, meglio conosciuta come banchina di “Zì Catiello”, ancor oggi, nonostante l’aspetto ossidato, tiene con ottima presa al basamento in cui fu conficcato. Composto semplicemente da un picchetto ad occhiello ed un anello rigorosamente in ferro, probabilmente, fu forgiato ed assemblato da un mastro ferraro stabiese, che ha immortalato il suo lavoro egregiamente, vista la resistenza al logorio dei marosi di un tempo e delle odierne intemperie. Utilizzato per anni, come ormeggio di chissà quante barche, oggi, a causa del ritiro del mare è restato, però, l’unico elemento caratteristico della pittoresca banchina di “Zì Catiello”, a testimonianza dei marinareschi tempi che furono.


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Stabia Quiz: le acque

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Cosa è rappresentato in questa immagine?

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Soluzione:

In questa opera (della quale fa parte la porzione di immagine vista nella precedente pagina), l’autore, con pochi semplici elementi, ha rappresentato Castellammare e le sue acque. Dipinta su di un supporto di circa 150 piastrelle (oggi, non tutte in perfette condizioni), questa immagine, ha abbellito per diversi anni un muro di via Duilio, posto precisamente alle spalle della chiesa di “Portosalvo”, in località “Acqua della Madonna”. Essendo dell’opinione che l’interpretazione dell’arte (nelle sue molteplici manifestazioni) è libera e soggettiva, ho provato a dare un personale significato a quanto espresso in questo dipinto, ottenendo il seguente risultato: innanzitutto per ben definire il pensiero dell’autore, ho diviso l’opera in tre sezioni ; collocando nella prima l’immagine di sfondo, in cui prevale l’azzurro del vitale elemento acqua che fondendosi all’orizzonte con i toni leggermente più chiari del cielo, suggella l’indissolubile legame tra “Cielo e terra”; nella seconda sezione sono raffigurati in primo piano alcuni recipienti di vario genere che posti in ordine sparso avanti all’icona della Madonna, sembrano di essere in attesa della sua benedizione; nella terza ed ultima sezione vi è dipinto uno scenario marinaresco in cui si notano navi ed imbarcazioni non appartenenti alla stessa epoca, rappresentanti simbolicamente la millenaria storia di quest’acqua. Alla luce di queste personali riflessioni, rivedendo l’opera in un quadro globale, ritengo che l’autore abbia voluto esprimere sotto forma di pittura e con estrema chiarezza il seguente messaggio: “Acqua della Madonna, acqua dei navigatori”. Purtroppo, però, la piastrellatura di sostegno dell’opera (priva della benché minima manutenzione), subendo nel corso degli anni l’inevitabile opera deleteria delle intemperie, si è distaccata in alcune sue parti. Si ha per conclusione che con l’andare degli anni il mancato ripristino (che poteva essere eseguito in occasione dei lavori agli chalet), peggiorerà ulteriormente le condizioni, causando l’ingiusta perdita di un’altro piccolo pezzo della nostra storia.


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Stabia Quiz: Croce di Pozzano

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Come è stato riutilizzato l’oggetto in fotografia?

Croce di Pozzano

Croce di Pozzano

Soluzione:

L’oggetto raffigurato nella precedente pagina, che funge da piedistallo di sostegno alla croce posta a poche decine di metri dalla Basilica di Pozzano, in realtà un tempo era una colonna di ornamento del tempio dedicato alla dea Diana.
I resti di questo tempio, furono rinvenuti nel 1585, nel giardino adiacente alla Basilica; il piedistallo cilindrico alto 85,5 cm con circonferenza di 140 cm è fregiato da bassi rilievi dalle sembianze di tre teste di cervo unite da ghirlande di frutta e uva, adottati nella mitologia greca, come simboli di Diana, dea della caccia e dei boschi (anche detta triforme, perché considerata divinità in cielo come Selene o Luna, in terra come Diana ed nell’inferno come Ecate.


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